Le cosacce non vogliono pensieri

di Verbena

Proprio bello non è, sarebbe una forzatura definirlo così. Il fascino, poi, non sa neppure cosa sia.
Belloccio forse sì, diciamo uno che poteva piacere alle nostre mamme. Uno con il sedere alto e sodo, un bel sorriso, lineamenti regolari, spalle larghe, capelli ondulati anni Cinquanta, labbra carnose. Uno che “fa sangue”.
Solo che Matteo dovrebbe tenere sempre la bocca chiusa perché ignora molte, troppe regole. Quelle della lingua italiana, prima di tutto, ma anche quelle del bon ton, del vestire, dello stare a tavola (una volta al ristorante ha fatto la scarpetta nel mio piatto), del trattare con le signore. Meglio non fargli mai domande di storia, perché Matteo è convinto che la guerra fredda sia finita con la sconfitta di Waterloo, in mezzo alla neve, dove poi morì Napoleone.
Matteo è un inguaribile tamarro che ripete la parola “sesso” come fosse un mantra, come fosse la soluzione a tutti i mali. Non è di cervello fino, è ingenuo, forse un po’ bambino. E’un brav’uomo però, e certe volte con lui riesci a farti quattro risate. Fa sempre la spesa all’Auchan e vista la sua insana passione per le donne, sua moglie dev’essere una santa.
Giovanna, no. Giovanna è un’altra cosa.
E’decisamente una bella donna. Decisamente colta, decisamente ricca, decisamente griffata, decisamente intelligente, bon ton e forse un pochino antipatica. Ossuta ma leggiadra, ironica ma anche acida, se serve. La spesa gliela fa la domestica, mauriziana. Suo marito è un professionista, di grido. Giovanna non direbbe mai “sesso”, tutt’al più “cosacce”. Nient’altro da aggiungere.
Matteo e Giovanna lavorano nello stesso ufficio, seppure con mansioni diverse. Sono come l’alfa e l’omega, il Viagra e la tisana Pompadour. Certo, hanno qualcosa in comune. Entrambi sono sposati. Entrambi non si sognerebbero neppure di andare ad una festicciola aziendale senza il coniuge, perché “non sta bene”. Entrambi si punzecchiano di continuo, si odiano cordialmente da anni, e non è raro sentire lui sparlare delle ossessive manie di lei, e lei ridacchiare dei congiuntivi mancati di lui.
Ebbene, signori, da poco ho scoperto che i due si muovono in sintonia.
Come si dice dalle vostre parti? Fiancheggiano, furoreggiano. Insomma, scopano.
Non so da quanto tempo, ma è così. Ne ho le prove.
Per me, che conosco bene entrambi, è come avere scoperto che esistono gli extraterrestri, che gli asini volano o che Babbo Natale è in realtà un pedofilo incallito.
E’ lei che mi stupisce di più. Mentre Matteo non ha mai nascosto di apprezzare oltremodo il gentil sesso in tutte le sue pregevoli varianti, Giovanna è una snob senza pari, una che nega il saluto a chiunque non abbia almeno una laurea e una degustazione di vini alla settimana. E di Matteo continua a parlare malissimo davanti la macchinetta del caffè.
Ho riflettuto e credo che la soluzione al dilemma sia semplice semplice.
Eh no, non siate romantici, non dite che “al cuore non si comanda”, per favore.
Credo che il meccanismo oscuro sia molto, molto più banale.
La soluzione sta in un detto napoletano che dice ‘O cazzo, non vuole pensieri.
E questo Giovanna lo avrà letto in uno dei suoi bei libri in primissima edizione. Letto, sottoscritto e approvato.
Alla faccia del radical chic, delle buone maniere e dei congiuntivi. O no?

Soundtrack

  

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