Un post al sole

di Cinzia Zerbini
Palermo 2038

Il primo ad arrivare è il Cacciatorino. Non sono neanche le sette e trenta del mattino e si è già incazzato otto volte: inveisce contro Bush IV e la regolamentazione dell’antropofagia nelle regioni a statuto speciale. Ha settant’anni, vive con la moglie e una madre di 176 anni che beve Coca Cola, compra occhiali da sole come se fosse adolescente ed ha un blog con milioni di contatti al giorno. Il Cacciatorino passa le sue giornate seduto qui, nel bar “By Geryyy” , un ex giornalista, ex scrittore, ex maratoneta, ex fumatore, ex cuoco, ex enciclopedico dell’insulto gratuito che ha messo questo nome al locale per battere il record mondiale di ipsilon. Di lui si racconta che a 45 anni si dimise dal giornale dove lavorava e guadagnava bene per vivere di stenti, chinotto e fantasia (più chinotto, a dire il vero). Nessuno ci crede, ma quando si siede ai tavoli e racconta con dovizia di particolari della sua lettera di dimissioni, i giovani sghignazzano. Lui, che è quasi cieco, crede che siano risate d’approvazione ed è felice.

Alle otto giunge, “Abbatt”. E’ una donna senza un’identità precisa. Un giorno si fa chiamare “abbattiamo i termosifoni”, un giorno “abbattiamo i mesi caldi”, un altro “abbattiamo il muro”. Di certo ce l’ha col caldo. Si siede accanto al Cacciatorino e insieme ordinano il quindicesimo caffè della giornata. Gli altri arrivano alla spicciolata.

Sta arrivando.. il passo è lento, la protesi al ginocchio lo costringe a fermarsi ogni cinque passi. Doveva essere un bell’uomo questo Roberto Torta, detto “il Presidente”. Ogni giorno la solita solfa: “Sono io il Presidente della Regione”. Anni fa, eludendo la sorveglianza irruppe nella sala gialla di Palazzo dei Normanni e iniziò a urlare: “Sicilianiii!! Sono io il vostro Presidente. Sono io!”. Lo internarono per cinque anni. Fa sempre la corte a Jana, la splendida signora che con fare felino, la voce sensuale e tacchi vertiginosi si unisce alla compagnia. Ha anche lei la sua età, ma le cosce marmoree non la tradiscono mai. Ogni giorno viene in questo bar e ricorda a Gery la sua affinità elettiva. Ma Gery da quest’orecchio – e anche dall’altro, vista l’età – non ci sente.
Ecco Rocco Siffredi. Ancora bello come il sole. Ha aperto una scuola professionale dove insegna come fare una lunga, lunghissima carriera. E’ miliardario, continua ad andare su e giù, giù e su: Roma – Palermo, Palermo – Roma. E non dimentica gli amici, anzi viene sempre più spesso…
Preceduta da un profumo, che manco Padre Pio, arriva Verbena che nel frattempo ha aperto un supermercato di cioccolato, nel senso che tutto, dai carrelli alle casse è fatto del dolce commestibile. Lei adesso è una donna appagata. Ha ritrovato tutti i protagonisti – fino alla settima generazione – della trilogia del sesso perduto: zucchine, colleghi normodotati e trombamici.
Piano piano il bar si sta riempendo. Ecco Iko, Lesandro, la Contessa, Matt, Ste, Ro, Ultraman, Cinema and cigarettes (che ha osato taroccare l’immagine del Beato Schifani e poi si è reso conto che l’originale è molto meglio).
 Si siedono tutti.
Arriva Gery, fresco di pannolone nuovo, prende la sua sedia a dondolo e raggiunge gli amici. Lui, illuminato e riscaldato dal sole, ha un “post” a parte.
“Allora… ci siete? Oggi parliamo di come friggere l’aria senz’olio”. 
Jana sospira: “Dio mio, quanto è bravo ‘sto Gery!”

  

Leave a Reply