Calderoli

Le cronache politiche riferiscono di una cordiale resa dei conti tra Berlusconi e Bossi per la spartizione dei posti a sedere, tra poltrone e seggiole, in vista del varo del nuovo governo.
C’è un nome che torna, rimbalza e lascia un alone di unto sulle pagine dei giornali: Calderoli.
Per questo illuminato esponente politico padano la Lega avrebbe voluto il posto di vicepremier, ma l’accordo tra Be&Bo ha escluso questa possibilità.
Fermiamoci qui: il destino politico di un Paese prevede che si debba discutere del ruolo di Calderoli e che si debbano mobilitare fior di commentatori per sviscerare ragioni, retroscena, alternative.
Per capire di chi stiamo parlando e a che livello ci siamo arenati, bastano alcune dichiarazioni storiche di questo signore. Eccole.
Sui gay. “La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni”.
Dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali del 2006. “È una vittoria dell’identità italiana, di una squadra (…) che ha battuto una squadra, la Francia, che, per ottenere dei risultati, ha sacrificato la sua identità schierando negri, musulmani e comunisti”.
Il caso Napoli. “La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano”.
Extracomunitari /1. “Che tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra!”.
Extracomunitari/2. “Dare il voto agli extracomunitari non mi sembra il caso, un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi, dai”.
Extracomunitari/3. “Con una salva di dietro e una davanti, le navi dei clandestini non partirebbero più!”.
Unione europea. “Andremo a Bruxelles noi padani, porteremo un po’ di saggezza della croce a quel popolo di pedofili”.

  

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