Le voci del web

Ecco, come annunciato, il parere sulle elezioni di una pattuglia scelta di blogger. Buona lettura.

Cose loro (in salsa verde)
di Fuoritempo
MAFIOPOLI. Netta affermazione elettorale per il Partito della Libertà Vigilata e per i suoi alleati da riporto. Alta la percentuale di affiliati al voto, poche le lupare bianche, praticamente assenti quelle contestate. Hanno votato regolarmente anche le famigghie residenti all’estero.
Orgogliosi i figli di primo e secondo letto del nuovo premier: “Nostro padre? Un eroe!”

La musica giusta
di Nicolò La Rocca
La Russa dice a Storace: tu pensi che la Destra possa essere solo il tuo 0,8 %? No, è al 10 % ed è tutta dentro il PDL. Ecco, l’ha detto lui. Io mi sto attrezzando. Ho cominciato a scaricare musica adeguata: Sandro Giacobbe, Gigi D’Alessio, Drupi. Per non sentirmi diverso. Una volta avrei detto Baglioni. Oggi le cose sono quelle che sono e si deve arrivare fino a Gigi D’Alessio.
La verità non è mai esistita. Adesso è scomparsa perfino la realtà: Schifani ha detto che gli italiani hanno premiato la novità.
Un commentatore, un politico di destra, ha detto che finalmente si è creato un clima di “garbo”. Emilo Fede ha ricordato che la sinistra voleva eliminare la Pattuglia acrobatica. Non era garbata, come scelta.
Mario Giordano dice che gli intellettuali sono lontani dalla pancia del Paese. Le donne del PDL sono tutte carine e ben vestite. E scommetto che hanno tutte il pancino sodo. Così garbate, così nuove, odorano di formalina. Il garbo delle pance fatte di formalina e la novità della Pattuglia acrobatica.
Le uniche cose sensate le ha dette Salvatore Borsellino: ci ha ricordato che non bisognava legittimare Berlusconi. È stato il più grande errore. E invece con garbo e sguazzando nella formalina gli italiani si sono convinti definitivamente che sia veramente uno statista. Del resto con Gigi D’Alessio nelle cuffie è facile pensarlo.

R.S.V.P.
di Salvo Toscano
1. Politica e tempo libero
Per Bertinotti è un trionfo, direi. Se, come pare, la Sinistra Arcobaleno resterà addirittura fuori dal Parlamento, MarcoRizzo, Pecoraio Ascanio e soci avranno un sacco di tempo in più per andare ai cortei (anche se non più contro il proprio governo, ma non si può avere tutto dalla vita).
2. Riposizionamenti
Il sottoscritto apre il tesseramento alla sezione Gianfranco Miglio di Palermo. E’ gradita la camica verde.

Walter, campagna mogia
di Tony Siino
Mogia, come lo slogan ri-scaldato di Obama; così è stata la campagna di Walter Veltroni. Impossibile per lui battere Berlusconi, premier dalle tante ombre ma grande comunicatore e, tutto sommato, più propositivo e “vincente”. La vittoria è netta e la notte di incubi di due anni fa si è trasformata in crudissima realtà per gli elettori di sinistra. Vedo nell’esclusione della sinistra estrema un pericolo poiché l’assenza di rappresentanza potrebbe lasciare spazio ai violenti presenti in quell’area.
In Sicilia Palermo è destinata a declinare, con un asse di potere e di investimenti che si sposta verso la Sicilia orientale. Avrei preferito un presidente più giovane e meno legato a logiche democristiane, vedremo che cosa saprà fare.

Offro ospitalità
di Lesandro
Tornata elettorale da paura, non c’è che dire. Nel senso che gli italiani tutti hanno avuto paura. Se la sono fatta sotto. Hanno avuto paura i sostenitori del non voto, a giudicare dall’affluenza registrata. Ma anche chi era per il voto ha avuto paura. Paura del ‘voto inutile’, nuova icona della politica italiana e di questo sistema elettorale bacato. Risultato: la sinistra italiana non esiste più. La destra sociale nemmeno. Per i prossimi cinque anni, Berlusconi e Bossi potranno fare a pezzi il paese in tutta tranquillità, benedetti dal papa, dagli italiani nonchè, ovviamente, da Veltroni. Dunque, vediamo. Io a casa mia posso ospitare altre tre persone. Quattro se ci stringiamo un po’ come fanno gli extracomunitari in Italia. Chi di voi decidesse di emigrare, mi contatti pure. E non dimenticate la carte da poker, chè noi italiani siamo bravissimi a mettercelo nel culo a vicenda, è il nostro sport preferito.

Blade Silvio -Tempio di Arcore 2018
di Salvatore Mangione
Un fedele servitore fa da cicerone a dei turisti venuti da ogni parte del pianeta terra:
“Io ne ho viste cose che voi stranieri non potreste immaginarvi. Coalizioni da combattimento in fiamme al largo delle sezioni di partito. E ho visto i raggi Mediaset balenare nel buio vicino alle porte delle case degli italiani. E tutti quei… momenti andranno perduti… nel tempo… come… champagne… nella Milano da bere. È tempo di sparire… adesso consigli per gli acquisti”.
(L’elaborazione grafica è sua. g.p.)

Buonanotte Italia
di Lawrence d’Arabia
Buonanotte Italia! Tra le televisioni di Berlusconi, il fascismo di Fini e della Mussolini, i conclamati legami mafiosi di Lombardo ed i fucili di Bossi, possiamo dormire sonni tranquilli.
D’altronde, com’è giusto che sia in ogni regime democratico i rappresentanti politici sono lo specchio del Paese. Nel nostro caso sono la caricatura di un paesello sempre più egoista e superficiale che tuttavia, per fortuna, ogni tanto sa offrire anche insperati spunti di brillantezza. E dunque, dall’altra parte, resta la speranza che il centrodestra, qualcosa di buono possa farla: Renato Brunetta, Franco Frattini e Gianni Letta non saranno apprezzabili, ma almeno hanno solide ed indiscutibili competenze. Tuttavia, al pensiero di La Russa ministro della difesa, Calderoli della giustizia e Maroni del nord-est, ci si accappona la pelle. Vedremo mai l’alba?

La terra dei cachi

di BitLit
Andrés Ortega è un giornalista di El Pais che ha scritto molti saggi sull’integrazione europea. E’ lui che firma l’apertura del quotidiano spagnolo on line. Titolo: “Come è possibile?”
Scrive che siamo di fronte alla “corrupción personificada en el corazón del estrado” e descrive il nuovo capo del Governo come un “personaje muy vulgar “. Il New York Times ci dipinge pessimisti, Le Monde immagina che Berlusconi possa essere costretto ad allearsi con Veltroni per rimediare un eventuale “buco” al Senato. Ma non ci crede poi così tanto. Ci vedono malati, allucinati, ignoranti.
Potrei scrivere a questi editorialisti. E raccontare che a Catania c’è un paesino di 3.300 abitanti che si chiama San Cono. E’ l’unico comune che ha votato compatto per il Pd, almeno alle nazionali. E’ la patria dei fichidindia. Un amico mi ha inviato un sms: “Chiediamo asilo politico a questo sindaco”. E io gli ho risposto: “Macché! Ti sei scordato che viviamo nella terra dei cachi?”.

Il gabbiano
di Antonio Consoli
In tre, quattro righe non è facile condensare la giornata odierna. E infatti non ci riuscirò. L’esito elettorale odierno era largamente atteso da mesi. Nessuno stupore, né a livello nazionale, né a livello siciliano. Per un Berlusconi che adesso dovrà dare il braccetto a Bossi (oltre che un ministero, indicato sarebbe quello delle riforme), resta a noi siciliani un leader del centro-sinistra, Anna Finocchiaro, che andrà a rappresentare l’Emilia al Senato. Il PD siciliano potrà così tornare nelle sue stanze, al riparo da un popolo che da tempo non capisce, mentre Raffaele Lombardo (vecchia volpe democristiana) pregusta già la pioggia di miliardi proveniente dall’Unione Europea, tenacemente aggrappato alle preziose agende (sue e dei suoi collaboratori) che da anni riempie di nomi, cognomi e indirizzi. Nomi, cognomi e indirizzi di gente che in questo fine settimana è andata disciplinatamente a votare un simbolo con un gabbiano e un progetto non meglio specificato, se non per quella storia del ponte e dei presunti benefici di un’autonomia di stampo… siciliano.

Forse domani
di Nerone
Noi, gente di sinistra, abbiamo ucciso la sinistra. Io stesso, in prima persona.
Nel giro di poche ore, sono scomparse dal Parlamento della Repubblica, le forze che più esplicitamente e senza rimorsi o pudori si riconducevano alle tradizioni progressiste che hanno fatto la Resistenza, scritto la Costituzione e portato l’Italia a quelle poche conquiste sociali e civili che hanno mantenuto in piedi il tessuto sociale democratico italiano. Oggi si è fatta la storia.
Non pensavo di poter arrivare alle lacrime. Sapevo che avrebbe vinto Berlusconi. Sapevo che il mio scettico e non-ideologico voto al Partito Democratico era quasi un gesto scaramantico.
Quello che non pensavo, che non mi sarebbe mai neppure passato per l’anticamera del cervello, è che il voto dei cittadini, ed anche il mio personale, avrebbe portato al dissolvimento di 90 anni di storia.
Dirigenti onesti della Sinistra, perdonateci. Volevamo solo sbarazzarci di Berlusconi. Non volevo uccidervi.
Potrei arrabbiarmi con il popolo italiano, che dimostra per l’ennesima volta di che pasta è fatto. E’ fatto di quella pasta generalmente marrone che tutti noi quotidianamente produciamo.
Ma sono troppo amareggiato.
L’Italia è persa. Vi vedo qualcosa di irrimediabile, nella sconfitta di oggi. Mi sembra di essere ad un punto di non ritorno. Come se una stagione si fosse proprio chiusa.
Come se il tessuto sano del corpo Italia sia stato definitivamente eroso da un melanoma incurabile, al punto che non resta altro da fare che pregare, o staccare la spina.
Vorrei essere più politologico in quello che scrivo. Parlare di come sia possibile ora, superare lo shock e tornare a lavorare per un futuro migliore. Sono convinto che un modo c’è. E’ questo che fa di me un ragazzo di Sinistra.
Ma in questo momento non me la sento proprio. Non riesco.
Forse domani.

La casta dei crasti
di Carmelo Di Gesaro
Si parlava di un’Italia nuova pronta a cambiare, niente più poveri, via alle coppie di fatto e un ritorno anacronistico ai falsi moralisti della legge 194. Secondo me, non cambierà nulla, la casta dei crasti continuerà ad arricchirsi, Bertinotti finalmente potrà tornare a fare opposizione essendo veramente fuori dal governo, Ferrara tornerà a mangiare senza bavaglio e la Santanché tornerà a farla ciarare a Fini e Berlusconi. Insomma, rialzati Italia, si può fare, io ci credo.

  

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