Giornalisti…

La faccio breve. Oggi mi sono dimesso dal giornale in cui ho lavorato per oltre vent’anni. Ho svuotato i cassetti della mia scrivania, stretto mani e baciato guance (e non viceversa), staccato le foto dalle pareti… Soprattutto ho apprezzato una parola del comunicato del cdr che mi riguardava: “galantuomo”. Questo termine, abbastanza desueto, mi ha fatto riflettere. Non mi sono mai considerato un buono, anzi mi sono sempre ben guardato dall’esserlo. Per via del mio ruolo ho dovuto amministrare spesso con durezza uomini e risorse. E altrettanto spesso sono caduto nell’errore dei finti forti, rovesciando su teste altrui quote di tensione che erano solo mie.
Ho sbraitato e sbattuto telefoni, ho sbuffato e ringhiato. Ho pagato qualche pizza notturna e scroccato sigarette a più non posso. Ho litigato via sms e mi sono riappacificato davanti a un paio di birre.
Ma con molti colleghi ho anche festeggiato, ho sghignazzato, sono stato in vacanza, ho fatto ore piccole e grandi minchiate. Grazie ad alcuni sono cresciuto, per colpa di altri sono regredito.
C’è un solo motivo per cui oggi hanno usato quella parola che non merito: i giornalisti quando sono a corto di notizie, inventano.

  

2 Comments

  1. Chi non salta comunista è | Gery Palazzotto
    Giu 12, 2017 @ 18:28:51

    […] permesso, mi alzo e me ne vado per non tornare mai più. Con me, ovviamente, c’è Francesco che dà le dimissioni il mio stesso giorno, un anno più tardi. Oggi molte cose sono cambiate: Francesco non si è potuto godere a lungo […]

  2. Chi non salta comunista è | Gery Palazzotto
    Giu 12, 2017 @ 18:37:04

    […] permesso, mi alzo e me ne vado per non tornare mai più. Con me, ovviamente, c’è Francesco che dà le dimissioni il mio stesso giorno, un anno più tardi. Oggi molte cose sono cambiate: Francesco non si è potuto godere a lungo […]

Leave a Reply