Invece

E’ tutta colpa di Silvio Berlusconi.
Oggi, durante una giornata caotica e snervante, mi ero preparato una cosetta da scrivere: buone intenzioni, un po’ di geriatrica nostalgia, due o tre comandamenti sul “come affrontare i cambiamenti climatici al di sotto della cintola”. Una specie di bignamino della sopravvivenza nel millennio del condominio globale. Avrei voluto raccontarvi cosa succede nella minima quota attiva degli emisferi cerebrali di un ultraquarantenne quando le cose cambiano velocemente e gli unici strumenti per inseguirle sono le proprie gambe. Mi sarei inerpicato sui sentieri dell’amor proprio, schivando le frane dei sensi di colpa e ristorandomi nei ruscelli del menefreghismo. Avrei imbastito tesi fragili come un pensiero trasversale e controdeduzioni da Nobel per la bugia. Mi sarei mostrato nascondendomi, avrei confessato con reticente sincerità, avrei riempito queste righe svuotandomi. Invece…
Invece ho visto Silvio Berlusconi in tv che diceva a una studentessa: “Chi non ha un posto fisso sposi un milionario come mio figlio”. Allora mi sono incazzato e mi sono inghiottito tutto.

  

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