Onorevole Aida

Ieri la battuta più diffusa su Aida Yespica era: “Ha tutte le credenziali per candidarsi: capisce poco di politica e non sa l’italiano. Come la maggior parte dei parlamentari”. Ha bruciato tutti sul tempo Carlo Rossella, ma il tam tam sul blog e giornali online era ormai innescato.
Di fatto la bella modella venezuelana ha rifiutato la proposta del Popolo delle libertà e ha sussurrato una sua preferenza per Veltroni. E’ probabile che il leader del Partito democratico prenda sul serio la confessione e le affidi, in caso di vittoria, un ministero (ai Beni monumentali, date le sue forme marmoree). La Yespica è un gran pezzo di figliola e, da arrapato stagionato e reo confesso quale sono, la vedrei bene ovunque: sullo scranno come sul divano, nella cosa pubblica come nella cosa privata. Io però non ho pretese di cambiare l’Italia, solo di migliorare la mia vita domestica. Le questioni condominiali, per me, sono già macroeconomia. Per aprire una finestra sul mondo tiro su la serranda del soggiorno. E per rilanciare l’azienda Italia vado a fare (a piedi) la spesa a giorni alterni. E mi piace la Yespica, sì. Diamole la cittadinanza (basta assetarla e farla sbarcare a Lampedusa col mare mosso), facciamole un corso accelerato di politica italiana (basta farle vedere un tg di Emilio Fede), iniziamola alla logica degli schieramenti (basta un aperitivo con Mastella), instilliamole il nostro sacro concetto di giustizia (basta una telefonata con Dell’Utri), e insegniamole con efficacia la nostra lingua (basta un sms di Di Pietro).
Aida onorevole… ministro… premier… presidente della repubblica!
E se non funziona, cara Aida, dal mio soggiorno c’è una finestra sul mondo che si apre con una mano: ho appena cambiato la serranda.

  

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