Questa foto

Guardate questa foto. Turisti per le strade di New York. Giovani con le loro fidanzate. Una vacanza, uno scatto per ricordo, poi il ritorno a casa, alla vita di ogni giorno.
Shopping in una città straniera, cena al ristorante, dollari, calcoli sul cambio: “Ti ricordi quando c’era la lira? Ma quant’è un dollaro? Alla fine ci abbiamo pure guadagnato?”.
Amici da incontrare negli States. “Frank. Te lo ricordi? Dice che ha una casa bellissima”.
Il giro in limousine, perché New York è un’altra cosa vista dai vetri scuri di una macchina lunga quanto tre Fiat Panda.
La foto ci dice pressappoco questo. Ma c’è dell’altro che sta nascosto tra quei pixel. E’ un messaggio generazionale, una scheda sociologica, o più semplicemente una notizia.
La mafia è cambiata.
Le facce sono qualunque. Le compagnie sono mimetizzate. Anche i sorrisi sono diversi.
Ricordate l’espressione diabolica di una celebre foto di trent’anni fa in cui Totò Riina si fa ritrarre in piazza San Marco coi piccioni sulle mani? O le sequenze rarefatte del matrimonio di Leoluca Bagarella? O la posa enigmatica di Matteo Messina Denaro?
Passato.
Questa è l’immagine della nuova Cosa nostra.
Turisti per le strade di New York. Giovani con le loro fidanzate. Una vacanza, uno scatto per ricordo, poi il ritorno a casa, alla vita di ogni giorno.
Una vita di traffici, delitti, guerra allo Stato.

  

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