I lottizzati

C’è qualcosa di divertente nella concatenazione logica che spinge Berlusconi a dichiarare che “in Rai lavora solo chi si prostituisce oppure è di sinistra”. Conosco molte persone che lavorano nell’azienda televisiva di stato e poche sono di sinistra. Sui costumi sessuali di costoro non sono informato, tranne qualche pettegolezzo che colpisce (credo ingiustamente) colleghe – guarda un po’ – destrorse. La lottizzazione, come si sa, è un’architettura che poggia sull’intero arco costituzionale: l’ultimo elenco attendibile di assunti con targa politica lo pubblicò, molti anni fa, il Giornale di Indro Montanelli. C’erano tutti, il Psi, la Dc, il Pci, persino i liberali: ricordo ancora molti nomi di illustri colleghi giornalisti inclusi in quegli elenchi, mai smentiti, che oggi sventolano le bandiere del sindacato e starnutiscono indignazioni contro l’invadenza dei partiti nel campo dell’informazione.
Berlusconi non dice una fesseria, nel senso che se non fosse un pugile suonato avrebbe potuto evitare i riferimenti atavici ai “rossi” e alle puttane. La frase più corretta sarebbe stata: “In Rai lavora prevalentemente chi decide di farsi scopare dal capostruttura di turno oppure chi ha uno sponsor politico”. Però chi dice una cosa del genere subito dopo aver raccomandato un’attricetta al responsabile di Rai Fiction è come minimo un incosciente. O tutt’al più una fesseria ambulante.
Sì, c’è qualcosa di divertente nella concatenazione logica che spinge il Cavaliere a fare questa dichiarazione. Ma improvvisamente mi sfugge.

  

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