Targhe alterne

Le targhe alterne contro l’inquinamento sono un provvedimento diffuso in tutta Italia. Non ho un’idea precisa in merito: uso poco la macchina, non ho famiglia, ho un’autosufficienza pressoché rionale. Tony Gaudesi mi invia la sua riflessione sulla situazione di Palermo.

L’amministrazione Cammarata ha tirato fuori dal cappello a cilindro l’ennesima, illuminata, trovata: le targhe alterne.
Per salvaguardarci nel lungo termine i polmoni, il Palazzo ha deciso di spappolarci immediatamente il fegato e, forse, qualcos’altro.
Si dirà, i rilevamenti, l’inquinamento, le polveri sottili…
A prescindere che il passato ha già decretato il flop di un provvedimento del genere, penso che un minimo di elasticità e di immedesimazione verso chi gli paga (o meglio strapaga) lo stipendio sarebbe stato un atto dovuto per gli inquilini di palazzo delle Aquile. Una spruzzata di comprensione verso la plebe, prima di rivoltarne in un fiat la vita come vecchi calzini, credo avrebbe cambiato, come in pochi altri casi, sia la forma che la sostanza.
Penso ad una fascia mediana di black out nel coprifuoco giornaliero, per esempio dalle 13 alle 15, che avrebbe consentito di salvare capra, cavoli e, forse, coronarie.
E invece niente. La decisione è passata in un baleno sopra la testa dei cittadini, in un tira e molla tra industriali, commercianti e consorterie varie. E chissenefrega dei nuclei familiari di quattro, cinque persone (bebè compresi) con destinazioni sparigliate nella zona rossa. Chissenefrega delle mamme che, nemmeno calandosi nei panni di superman, riusciranno nell’impresa di parcheggiare il bambino al nido, il fratello di un paio di anni più grande alle Elementari tre chilometri più avanti, l’altra figlia alla Media della zona opposta, prima di arrestarsi, lingua ciondoloni, davanti alla porta dell’ufficio. Con tre bus diversi all’attivo, novecento, mille metri di scarpinata, magari sotto l’acqua, passeggino sottobraccio, due ore di sonno sacrificate alla Ragion di Stato… E una sincope in arrivo al gran galoppo.
E tutto questo mentre l’auto resta parcheggiata sotto casa, a dispetto dell’abbonamento-pizzo per le zone blu (il cui prezzo, a questo punto, e a rigor di logica, dovrebbe essere quantomeno dimezzato).
Probabilmente al Palazzo avranno, in modo lungimirante, anche pensato ai correttivi: “Basterà – si sarà detto nelle illuminate discussioni pre-delibera – una seconda auto”. Già, con il corredo di una seconda assicurazione, un secondo bollo, una seconda quota garage.
“E, ovviamente – avranno sottolineato, sogghignando, al Comune – con un secondo abbonamento per le zone blu”.
Cosi che a salvare capra e cavoli sarà stato solo il Comune: dimostrerà di aver fatto di tutto per tutelare la salute pubblica e al contempo strapperà qualche euro in più ai supertatassati cittadini.
In attesa dell’imminente raddoppio dell’addizionale Irpef e dopo il salasso della tassa sull’immondizia, cittadino-Pantalone, come sempre, silenziosamente abbozza. Ma fino a quando?

Tony Gaudesi
  

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