Stipendi non stupendi

Una ricerca dice che negli ultimi cinque anni gli stipendi di lavoratori dipendenti e operai sono diminuiti, per effetto di un complesso gioco di inflazione, mancata restituzione del fiscal drag e altri elementi economici da mal di testa. Sono un lavoratore dipendente, anche se da febbraio scorso sto provando la libera professione, e mi rendo conto che, pur da privilegiato, con l’avvento dell’euro mi sono ritrovato più povero. Non ci vogliono studi da premio nobel per capire che 2.500 euro non valgono quanto i cinque milioni di lire di una volta, ci vuole solo coraggio politico per affrontare al più presto la questione. Ci vogliono leggi per controllare i prezzi: un chilo di arance in Sicilia non può costare tre euro, perché fino a qualche anno fa costava mille-millecinquecento lire (prezzo massimo). Quando avevo casa in affitto pagavo un milione al mese, col tempo sono arrivato a pagare oltre mille euro. E vi assicuro che se, negli anni Novanta, mi avessero detto che sarei arrivato a pagare due milioni e passa per una casa mi sarei fatto ricoverare d’urgenza, per prevenzione. Quando si parla di soldi il qualunquismo è sempre in agguato. Ma se non se ne parla c’è la Sezione Fallimentare che incombe. Morale qualunquista: meglio qualunquisti che alla fame.
  

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