Ali ai piedi

Uno dei miei sogni è correre la maratona di New York. Portarla a termine, se non altro. Ho sempre avuto una certa confidenza con scarpette da runner e calzoncini, nel senso che ho macinato moltissimi chilometri a piedi nella mia vita. Non ho mai trovato il coraggio di affrontare la lunga distanza, mi sono cimentato qualche volta nei 21 chilometri. E, nelle chiacchiere con gli amici, sfodero più orgoglio nel dire del mio “storico” 1’,37” (mezza maratona di Roma del 2004) che dei miei libri.
Ieri ho letto le cronache dell’edizione newyorkese di quest’anno: un keniano che vola a 3 minuti per chilometro, una neomamma inglese che bissa il successo, gioia e sudore, muscoli e cervello. Mi sono sentito bene.
La corsa è un ottimo metodo per pensare, per scaricare immondizia cerebrale, per drogarsi di positività. Quando siete tristi o demoralizzati, provate a mandare tutto a quel paese e mettetevi in moto. Poi magari mi dite.

  

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