Un pizzino

Ricevo un biglietto, quasi un pizzino.

Gentile dottor Palazzotto,
di questi ultimi tempi non sono stato molto bene che mi sono operato alla tiroide. Che macello dietro la porta dell’ospedale.. almeno 50 cristiani con i mitra spianati? E dove dovevo andare con la flebo attaccata? Per non parlare del catetere che proprio impedisce ogni movimento.
A uno di questi carabinieri ho pregato di scriverci queste quattro parole che spero le risulteranno chiare (questa frase l’ho aggiunta io, il carabiniere, perché non è che sono molto pratico con l’italiano).
Comunque io non le scrivo per questo ma per sottoporle una vicenda che mi sta facendo saltare i nervi. Lei lo sa quanti libri hanno scritto su di me? Ma lei lo sa che in poco più di un anno dalla mia cattura (su cui stendo un velo pietoso perché sono momenti molto tristi) tutti e dico tutti, tranne forse lei e altri due tre scrittori e giornalisti di Palermo, hanno scritto solo su di me?
Hanno detto di tutto. Sui pizzini persino le barzellette c’hanno fatto. Ognuno ha una storia da raccontare sulla stessa cosa. E Provenzano di qua, e Provenzano di là. Il fatto è che ci hanno guadagnato tutti. E a me, che sono vero il protagonista, niente. Manco un centesimo. Dico io, è giusto questo? E’ giusto che tutte le case editrici pubblicano cose che sono tutte uguali uguali?
Io dico, e va bene un libro, perché è giusto che tutti si ricordano di un uomo come a me. Va bene due, va bene quattro, cinque, tiè. Ma quanti ce ne sono in questo momento in commercio?
E lei come mai non l’ha scritto??????????????
Ma poi, tolti gli altri giornalisti che si leggono i libri degli amici, cu minchia si leggi ‘sti libri (scusi dottor Palazzzotto ma proprio questa parola, minchia, lui ha voluto mettercela – il carabiniere).
Lo ringrazio per l’attenzione e mi raccomando, se sente qualcuno che deve scrivere un libro su di me, ce lo dica lei: e bastaaa!

Provenzano Bernardo
  

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