Veleno

Otto del mattino. Squilla il telefono.
– Svegliaaa! Buongiorno! Indovina chi sono!
Ma vaffanculo!
– Non… dormivo. Non… chi sei?
– Dai! Eravamo come fratelli trent’anni fa.
Trent’anni fa… Chissà che cosa ti avrò combinato.
– Dimmi chi sei.
– Sono Piero. Piero del vespino blu, come il tuo.
Ah sì, ti fregai la sella. Altro che fratelli!
– Ah sì… Piero. Come stai?
– Benissimo. E tu? Scrivi sempre? Ti leggo, ti leggo…
Hai imparato poi.
– Mi fa piacere. Tu che fai?
– Sono promotore finanziario, ho due figli. Mi sono sposato sai? Una moglie, una cagna…
Che culo!
– Sono felice per te (sbadiglio).
– Insomma… una ex moglie. Ci siamo lasciati da un anno.
La cagna se n’è andata.
– Mi dispiace (sbadiglio).
– Ci dobbiamo vedere, Gery.
Non ci penso nemmeno.
– Certo. Allora ci sentiamo…
– Sì, ma ti volevo dire una cosa.
Ti manca un quadrupede.
– Ti manca tua moglie.
– No! La mia nuova fidanzata… lei scrive, insomma vuole scrivere, sa scrivere.
Sugli assegni?
– Giornalista?
– No, estetista. Ha una bella attività.
Parallela immagino.
– Complimenti! E io…?
– Tu potresti aiutarla coi giornali, i libri…
I freni del vespino ti dovevo fregare.
– Non è facile: ci vuole passione, sacrificio. Ci sono pochi sbocchi. Ho qualche casino anche io.
– Ma figurati, Geryssimo! Ti faccio contattare, dai.
Non ti rischiare.
– Ma non per telefono, fammi scrivere via e-mail…
– Ok, così vedi come scrive, fantastico!
Sì sì.
– Segnati l’indirizzo del mio blog, lì trovi come contattarmi.
– Grazie, sei un amico.
No.
– Ciao Piero.

  

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