La polemica sul fondoschiena

Apprendo che nei giorni della mia assenza si è sviluppata una polemica sul culo delle concorrenti di Miss Italia. Un giurato ha esternato la sua pulsione di vedere anche il fondoschiena delle concorrenti e ha innescato un dibattito nazionale sul tema. Ho letto critiche sdegnate, ho letto richiami al rispetto della donna, ho letto interventi di Grandi Firme, ho letto infine una marea di stupidaggini.
Fatta salva la risata per la goliardata del giurato – che era la reazione più consona che un Paese normale avrebbe dovuto riservare all’argomento – cosa ci si aspetta da un concorso di bellezza? Sorprese, leggerezza e, perché no?, stupidaggini.
Una volta, molti anni fa, mi capitò di scrivere su un concorso che aveva l’ardire di intitolarsi “Una checca per l’estate”. Mi commissionarono un pezzo ironico, anche di sfottò. Mi ritrovai invece a scrivere una cronaca crudele, e soprattutto seria. Come seria può essere una manifestazione del genere. Ricevetti – e fu l’unica volta – diverse lettere di complimenti che provenivano dalle/dai concorrenti. Le conservo ancora.
I concorsi di bellezza, in ogni latitudine, insegnano una sola cosa: l’aspetto fisico è carta d’identità e sbozzo di moralismi, è orgoglio e vergogna, è alcol dei sensi e valeriana della ragione. Pretendere che una miss abbia un bel culo è un diritto. Far finta di giudicarla dallo sguardo, un’ipocrisia pelosa.
Evitiamo i primi piani per via della fascia protetta, tanto chi guarda programmi simili sbircia senza tante storie. Però non facciamone un argomento serio su cui perdere tempo. Di culi in mostra parliamo, eh!

  

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