Brutte notizie dal Diario

Come si dice, un giornale che chiude è sempre una brutta notizia. Credo che, nel nostro tempo, viviamo sempre più scomodi perché ci sono sempre meno pagine da sfogliare. Il silenzio di una fonte di informazione fa gioire solo gli oligarchi delle leggi ad personam e gli arroganti che delle leggi se ne fregano.
A questo pensavo (e ad altro che non posso riferire) stamattina mentre leggevo l’editoriale del “Diario della settimana”.
“Quello che avete tra le mani è l’ultimo numero di Diario della settimana. Insieme alla carta arriva il nostro ringraziamento a tutti i lettori, i collaboratori, i sostenitori che ne hanno fatto, ne siamo sicuri, una buona esperienza nel panorama del giornalismo e dell’editoria italiana. Domani non ci sarà la nostra settimanale riunione di redazione. Naturalmente siamo tutti tristi. Le e-mail comunque funzionano. Certo che se domani una spontanea ribellione di siciliani attacca i poteri della mafia, ci sarà da mordersi le mani a non avere un giornale. Chiediamo ai siciliani di attendere: aspettateci, non siamo ancora pronti. E così a tutti gli altri. In fondo Diario è sempre stato un giornale ottimista”.
Auguri da siciliano: l’ottimismo non fa parte della cultura della mia terra; per questo, Diario ci serve.

  

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