La qualità della solidarietà

Lo scrittore Giacomo Cacciatore, stamattina, mi ha ispirato una riflessione.
Quella che vedete è una statua che dovrebbe raffigurare Paolo Borsellino. Ieri, nel corso della celebrazioni per l’anniversario della strage di via d’Amelio, l’opera è stata presentata al pubblico. Sarà affiancata, nelle intenzioni dell’artista che l’ha scolpita, da un’altra figura che dovrebbe ricordare Giovanni Falcone. Ebbene, senza offesa per l’autore, le cui intenzioni – immagino -sono più che nobili, chiedo che queste sculture non siano esposte. Per un semplice motivo: sono brutte!
Andate a vederle, vi prego.
L’antimafia delle idee, come quella dei fatti e della spontanea partecipazione, deve farsi anche filtro. Ben vengano tutte le iniziative, da qualunque parte, ma non tutte possono aspirare al medesimo impatto emozionale. Se io ascolto una canzone banale che grida “abbasso i mafiosi”, applaudo di certo, ma non mi sogno di farla diventare un inno nazionale. In questo blog c’è un mio piccolo contributo video alla causa dell’antimafia, non pretendo che venga proiettato in piazza Politeama: perché è un prodotto artigianale, che merita una collocazione modesta e ponderata. Sta bene dove sta, insomma.
Dobbiamo imparare a fare i conti con la qualità della solidarietà.

  

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