La cultura assetata

Ad Agrigento, nella città della sete, si produce un’acqua minerale raffinatissima. Ora, grazie a un accordo con la multinazionale Nestlè, l’imbottigliamento raggiungerà quote record. In pratica l’acqua delle gole secche agrigentine finirà sul mercato internazionale. Per capire il paradosso di questa notizia bisognerebbe comunque andare di persona ad Agrigento, un posto meraviglioso e arido, dove convivono storia millenaria e immondizie secolari. Il rimando ai relativismi e alle contraddizioni della “terra di Pirandello” è stato, nel tempo, il migliore alibi per sottovalutare la situazione della città. In un luogo in cui l’emergenza idrica non si è mai arrestata, le abitazioni sono costruite in funzione dei recipienti d’acqua che possono ospitare. La politica, tra sindaci e commissari, ha giocato inutili partite. La magistratura ha arbitrato spesso invano.
L’acqua fresca che scorre sotto la crosta polverosa di Agrigento è il simbolo della sciatteria colpevole che asseta e affama gli uomini tutti. Poi arriva un supermanager con l’accento nordico e risolve tutto. Per la sua azienda.

  

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