L’appello di Camilleri

L’appello di Andrea Camilleri per salvare la Val di Noto dalle trivelle di una compagnia petrolifera texana fa rumore. Ed è inaudito che le trombe della politica, i tamburi delle panze assessoriali, le schitarrate degli ambientalisti non siano riuscite, tutte insieme, a raggiungere un livello di protesta appena udibile fuori dai loro condomini.
Ci hanno tentato, a dire il vero, con la carta bollata e con i decreti. Hanno tentato di contrastare l’avanzata del gigante oleoso al quale, per follia o per tangente, avevano dapprima aperto la porta di casa. Diciamo che si sono pentiti in extremis, quando avevano il nemico già nel lettone della moglie.
Questi signori, presidente della Regione e assessori vari, sono veri esperti della protesta: organizzano marce, dichiarano a mitragliate, si muovono insomma senza scrupoli sul fronte della comunicazione. Eppure contro i texani della Panther si sono sentiti improvvisamente vulnerabili. Sarà che non parlano l’inglese…

E allora? Allora sono ricorsi al Maestro. Al verbo di una personalità che, fuori dalle orchestre della politica, ha un’ inimmaginabile potenza solistica. Quella dell’arte.
Se ne ricordino.
  

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