Nuovi format televisivi

Qualche giorno fa, ha suscitato scandalo l’annuncio di un nuovo reality in Olanda dove un’ammalata di cancro metteva in palio il suo rene e tre concorrenti, in attesa di un trapianto, dovevano disputare la partita mediatica. Dopo la prima (e unica) puntata si è appreso invece che era un’iniziativa per sensibilizzare alla donazione degli organi e per far conoscere i problemi degli ammalati. In un’epoca in cui è reale solo ciò che passa per la tv si può pensare di organizzare altri format del genere.
Mafialand. I concorrenti devono arrestare i membri di una vera cosca e prenderne il posto fino ad arrivare al capo dei capi. All’ultima puntata si spiega che i concorrenti sono veri poliziotti.
Unipol line. Il viceministro Visco e il capo della Guardia di Finanza Speciale devono giocare a Monopoli, per una sola ora, riuscendo a non barare. Data la difficoltà dell’operazione si dovrà ricorrere a due controfigure, ma questo il pubblico non dovrà mai saperlo.
La lavagna. Quel genio con la Tbc, che ha seminato il panico in mezzo mondo solo perché voleva “viaggiare un po’”, viene chiuso in una casa con l’obbligo di consumare cento gessetti, tanti quanti sono i suoi neuroni, su una lavagna di 200 metri per 2. Può scrivere solo la seguente frase: sono malato, ma sono anche un perfetto idiota.

Lasciate che i pargoli… Una banda di ragazzini poveri viene adottata dall’unico prete pedofilo sfuggito al rigido sistema di controllo del Vaticano. La genialità del format sta nel sostituire, durante la notte, i bambini con una squadra di atleti senegalesi.
  

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