Per i pensionati

Paul Newman, il grande Paul Newman ha annunciato il suo ritiro dal cinema perché, a 82 anni, si considera vecchio. Il suo ragionamento non è tanto legato all’anzianità in sé quanto al fatto che Newman non si sente più in grado di lavorare come attore al livello che vorrebbe. La qualità innanzitutto. La nostra società tritapensioni (e, se solo potesse, tritapensionati) ha fatto dell’età un mero requisito fisico, sorvolando sul rendimento. Ci sono leggi che sembrano essere fatte per popolare il Paese di zombie del Tfr, di giovani che lavorano per forza e vecchi che vorrebbero lavorare. Unici parametri, i contributi, gli anni “versati” quelli “riscattati”. Mai che ci fosse uno che parla dell’opera prestata. Ci vorrebbe una legge di un solo articolo che annulla tutti i precedenti: “Tu lavorerai fin quando potrai, fin quando ne avrai voglia, fin quando sarai soddisfatto del tuo operato. Vaffanculo al resto”.

  

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