Fa discutere il caso del video della Bbc sui preti pedofili che Santoro vorrebbe trasmettere in Italia e che viene osteggiato dal presidente della commissione di vigilanza Landolfi perché ritenuto arma di “un plotone di esecuzione contro la Chiesa”. In questo video, diffuso via internet già da tempo, si assiste – con tanto di sottotitoli in italiano – alla confessione ragionata di alcuni preti e si ipotizzano le responsabilità del Vaticano sulla gestione (scandalosa) dello scandalo. La Bbc non è TeleCaspiterina e il giornalismo, quello vero, non si arena sulle verità di facciata. Ho visto il servizio grazie al blog del mio amico Lesandro’s qualche giorno fa e sono rimasto stupito dalla sordità del sistema dell’informazione italiana. In Italia un portale come Libero lo ha messo online senza dover chiedere permesso a nessuno. Mi sembra singolare che si debbano usare guanti di piombo (altro che velluto!) quando una vicenda truce tocca i porporati, quasi che esistesse una zona franca, un idilliaco terreno erboso sul quale si possono compiere le peggiori nefandezze senza che si alzi un alito di vento. Siamo di fronte a un reato acclarato, a confessioni e conseguenze tangibili di quei fatti, a un problema sociale. Immaginate un Paese in cui le ammissioni di Mario Chiesa restino sepolte nelle melme del Craxismo, in cui le denunce di Libero Grassi siano relegate a una breve in cronaca, in cui inchieste scomode dal Watergate a Wanna Marchi non vedano la luce. Ecco quello è il Paese dei Landolfini, un luogo da evitare come il Congo del romanzo di Cricthon e anche molto prima. Quelli che tuonano per una “vendetta contro il family day” potrebbero smaltire la loro petomania contro lo stesso Santoro per un motivo molto più sensato: come fa un giornalista scoopista e intransigente ad arrivare con tanto ritardo?

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