Scelte e consigli

Ho sempre attribuito una certa sacralità alle scelte e ai consigli. Li ho frequentati senza disinvoltura e li ho catalogati nel reparto nobile dei ricordi. Questo mio atteggiamento è però puntualmente contraddetto dall’esperienza del giorno per giorno. Cioè: nonostante mi ostini a caricare di importanza (etica, sociale, religiosa, strategica) scelte e consigli, mi rendo conto che le conseguenze sono sempre sgonfie di questo plusvalore, sono insomma semplici conseguenze. Una scelta complicata comporta spesso reazioni elementari e viceversa. Insomma “le scelte sono scommesse”, e le mie valgono come quelle di chiunque altro. I consigli sono una forma di nostalgia. “Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga”. Qui e qui trovate le fonti dalle quali ho tratto le citazioni.
A questo pensavo mentre finivo di scrivere una storia complicata. Avrò fatto le scelte giuste? Dovrò far abbondante ricorso a consigli?

Poi sono andato a comprare un Gratta e vinci.
  

Leave a Reply