Il violino in metropolitana

Da tre giorni televisioni, siti internet, giornali ci rifilano la stessa notizia con la stessa finta sorpresa e la stessa ingiustificata aspettativa di provocare stupore: il mago del violino che si traveste da musicista da strada e che suona senza essere riconosciuto nella metropolitana di Washington.
La prima volta che ho visto questo video sul web ho pensato che era una storia carina ma che non avrebbe meritato un’analisi sociologica. La seconda volta davanti a un servizio del telegiornale ho pensato che in fondo non era un’idea troppo originale per giustificare una simile dietrologia (l’incomunicabilità, la rarefazione dei rapporti umani, eccetera). La terza volta quando ho letto l’articolo sul giornale mi sono incazzato perché non si può pensare che una fiaba sia bella solo perché inizia con “c’era una volta”. Condenso le mie perplessità nelle seguenti domande.
1) Chi ha detto che il maestro Joshua Bell, che pure sul suo sito viene paragonato a una rockstar per popolarità, sia talmente noto al mondo da dover essere riconosciuto per strada?
2) Chi ha mai visto di presenza un violino Stradivari e chi ne riconoscerebbe il suono tra lo sferragliare dei treni?
3) Chi ha il tempo la mattina, mentre sta correndo per prendere la metropolitana, di fermarsi ad ascoltare un concertino improvvisato?
4) Perché far passare come eroina l’unica signora che ha riconosciuto l’aitante maestro?
5) Come sorridere davanti al commento del musicista fuoriclasse che si dice soddisfatto per i trenta e passa dollari guadagnati in un’ora di sviolinate?

  

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