A telecamere spente

Il mullah Dadullah, intervistato da Sky, ha detto che se il governo di Hamid Karzai non tratterà con i talebani e rilascerà due detenuti, Adjamal Nashkband, l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, sarà ucciso.
La vicenda è nota, le polemiche sulle trattative per la liberazione del giornalista di Repubblica non si sono ancora spente. Si potrebbe aprire un nuovo fronte di riflessione sull’intervista di Sky: quanto pesa il diritto di cronaca quando quel diritto diventa un’arma di ricatto? E’ giusto mostrare in mondovisione un delinquente tagliagole che pontifica sulla politica internazionale (gli inglesi, Bush, Karzai, l’Italia)? Aprendo al talebano questa immeritata finestra di comunicazione non si rischia di legittimarne un ruolo sociale? Il senso di offesa che mi sono trovato dentro dopo aver visto e ascoltato il mullah Dadullah non ha un’origine né una destinazione politiche: in parole povere non credo che la mia sia un’indignazione di destra o di sinistra.
E’ giusto dare la parola a tutti per spiegare, raccontare, dissentire, denunciare. Ma davanti alla violenza immonda di un tale che si presenta in tv e minaccia di uccidere un essere umano non si devono chiudere gli occhi. Basta spegnere le telecamere.

  

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