Divieti minuscoli

Due provvedimenti di divieto in Italia catalizzano polemiche in questi giorni. L’Agenzia per le Comunicazioni (non so perché ma già il nome dell’ente mi fa rabbrividire) ha vietato il porno in tv anche nelle ore notturne. L’Autorità Garante per la Privacy (oggi maiuscoli per tutti) ha vietato la diffusione di notizie non essenziali sulla vita sessuale. In teoria sarebbe difficile tirare fuori dal cilindro una critica all’essenza dei provvedimenti che tendono a rinforzare alcune norme già esistenti. Ma l’inghippo tipicamente italico si vede subito. In entrambi i casi infatti si rimanda a non meglio identificati poteri discrezionali. Traducendo: c’è un divieto ma c’è anche chi per autorità può farlo cadere in particolari occasioni. Nel Paese degli occhiali con le lenti di mortadella e dei burini che se la toccano con la pinzetta il pericolo di un’ondata censoria o, ancor peggio, corrotta cresce al livello massimo. Non siamo popolazioni da provvedimenti flessibili, innanzitutto per le classi politiche che abbiamo espresso: siamo scolaretti furbi che quando la maestra va in bagno si annegano di razzetti e palline di carta. Non ci servono Agenzie e Garanti Maiuscoli, ma solo sani divieti minuscoli e uguali per tutti.
  

Leave a Reply