Cuffaro e la coppola

Questa sinistra ce la sta mettendo tutta per mettermi in imbarazzo. L’ultima goccia nel vaso traboccante della mia pazienza è caduta ieri, quando su internet è stato diffuso uno spot del governatore della Sicilia Totò Cuffaro. Nel filmato, realizzato dall’emittente agrigentina Teleacras, il presidente della Regione scherza con una coppola in testa sul rapporto conflittuale col governo Prodi. E s’inventa un’ingenua battuta su una dichiarazione di guerra agli Stati Uniti “così gli americani occupano la Sicilia e fanno loro tutto quello che ci manca”.
Apriti cielo!
Da sinistra pioggia di critiche su tutto: la coppola, il dialetto, la “chimera indipendentista del bandito Giuliano”.
Chi mi conosce e chi frequenta questo blog sa quanta credibilità politica attribuisca, in piena libertà, al centrodestra italiano. Ma stavolta – anche stavolta, porca miseria! – sono costretto a mettermi le mani in tasca per evitare di darmele in faccia.
Guardate il video e ditemi, per favore, come un’opposizione seria e soprattutto sensata può mai sollevare argomenti simili. La coppola è ormai un accessorio che la moda esporta nel mondo, ci sono marchi registrati, si fanno mostre e sfilate con le coppole. Il dialetto è, nel peggiore dei casi, il simbolo di un’appartenenza culturale. La chimera indipendentista del bandito Giuliano poi… Cari politici del centrosinistra, se proprio non siete in grado di tenere a freno la lingua, prendetevi un addetto stampa dotato di cervello che filtri le vostre corbellerie!
Cuffaro non è un santo, ha i suoi problemi politici e soprattutto giudiziari.
Chi lo attacca con questi argomenti ha altri problemi. Di mestiere e livello culturale.

  

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