L’odore delle notizie

Ora che la pace è andata in onda proviamo a dare una riassettata. Il caro Silvio ha chiesto scusa a sua moglie Veronica nella pubblica piazza mediatica. Qualcuno – tra gli incoscienti del giornalismo – ha criticato Ezio Mauro per aver scelto di pubblicare la missiva della signora: il direttore di Repubblica, che sarà una persona pacata, è riuscito a trattenersi dallo sbottare in un “ma siete rincoglioniti?” ed ha ricordato che una notizia è una notizia. Specie se fa il giro del mondo in poche ore. I giornali non sono opere pie, sono imprese che vendono un prodotto: teniamolo a mente, nel bene e nel male.
Su questo vorrei soffermarmi. Le notizie non hanno odore, anche quelle che ci irritano, che ci fanno scattare dalla sedia, che suscitano una risata o che ci annoiano. Le notizie sono ciò che accade intorno a noi. Sono certi giornalisti a stare fuori da ciò che accade intorno a noi. Sono quelli saccenti, quelli che ritengono di sapere sempre qualcosa in più rispetto a ciò che altri devono ancora raccontare. Sono quelli che si fanno, essi stessi, notizia. Sono incauti nel dare giudizi prima di aver finito di leggere (o di ascoltare) chi sa qualcosa più di loro e vendicativi con chi dimostra loro la fallacità della presunzione.
Silvio e Veronica possono aver fatto pace o imbastito una panzana politico-domestica alle nostre spalle. In ogni caso sempre notizia è, è stata, sarà.
  

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