Viva la radio (senza la tv)

Sono un appassionato di radio. Sia come strumento tecnico (a cominciare dalla mitica Tivoli) che come struttura che trasmette musica e notizie. Sin da bambino sono sempre rimasto affascinato da queste scatolette parlanti: chi ricorda le Voxon col supporto asportabile?
Onnivoro nella musica come nella scelta dell’emittente, ho il privilegio di aver vissuto sempre con una colonna sonora, quella della modulazione di frequenza appunto.
Al giorno d’oggi la radio va in tv. Da Radiodue a Radio Deejay, da Fiorello a Linus è spuntata una telecamera a raccontarci quel che fanno i nostri beniamini mentre stanno dietro a un microfono. E tutto questo non mi piace. E’ vero, si può scegliere, si può ascoltare come sempre “ad occhi chiusi”. Ma la sola idea che ci sia l’immagine a oscurare il fascino della radio mi dà un fastidio tremendo.
Boicottiamo queste iniziative, liberiamo i nostri beniamini dalla schiavitù della televisione. Alziamo i telecomandi in segno di guerra. Lottiamo per ridare agli eroi ordinari delle nostre anonime giornate il volto che solo noi possiamo inventare per loro.
  

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